IaaS: cos’è, come funziona e a cosa serve
Quando un’impresa o un professionista decide di avviare un progetto digitale innovativo, per prima cosa ha bisogno di un’infrastruttura tecnologica all’avanguardia. In passato, per supportare le applicazioni aziendali, conservare i dati in sicurezza e mantenere operativa l’intera struttura, bisognava acquistare decine di costosi server. Inoltre era necessario affittare ampi spazi climatizzati per ospitarli e, infine, assumere personale tecnico competente dedicato alla loro complessa manutenzione.
Oggi, grazie alla rapida rivoluzione del cloud computing, questo lungo e dispendioso processo non è più necessario e il pilastro di questa trasformazione è l’IaaS. In questo articolo ci concentriamo proprio sul significato di IaaS, come funziona e come viene utilizzato quotidianamente.
Benché il grande pubblico conosca già il concetto di web hosting per la pubblicazione di un normale sito Internet, l’IaaS si spinge ben oltre offrendo una potenza senza precedenti, cambiando radicalmente il modo odierno di lavorare.
Che cos’è l’IaaS
La sigla IaaS sta per “Infrastructure as a Service”, termine inglese che si può tradurre con “Infrastruttura come Servizio”. Per comprendere meglio come funziona questo servizio, possiamo ricorrere a un esempio pratico: la differenza tra l’acquisto di un immobile e il suo affitto.
Chi acquista una casa, deve farsi carico di tutte le spese iniziali di costruzione, compresi i futuri interventi di manutenzione che possono riguardare il tetto, l’impianto idraulico o l’impianto elettrico. Chi invece decide di affittare la casa, deve semplicemente versare un canone mensile e le eventuali spese di manutenzione toccano al proprietario. I servizi IaaS funzionano esattamente così, ma applicati ovviamente all’informatica.

Invece di acquistare server fisici, chilometri di cavi di rete e grandi sistemi di archiviazione dati, un’azienda noleggia queste risorse da un fornitore esterno, come Google, Microsoft e Amazon, tramite la rete Internet. L’impresa cliente quindi paga solo ciò che utilizza davvero, in modo che un imponente costo fisso, come l’acquisto dei computer, si trasformi in una spesa molto più sostenibile. L’Iaas di fatto rappresenta le fondamenta tecnologiche sulle quali si basa un’attività, che può costruire i propri sistemi ma delegando la complessa attività di manutenzione al fornitore del servizio.
Come funziona il modello Infrastructure as a Service
Il funzionamento del cloud service IaaS è tanto ingegnoso quanto semplice. L’intero ecosistema si basa su una tecnologia rivoluzionaria definita “virtualizzazione”. I grandi fornitori mondiali di cloud possiedono immensi data center, cioè enormi strutture estremamente sicure che ospitano decine di migliaia di server fisici costantemente attivi. Utilizzando software molto avanzati, il fornitore riesce a suddividere un singolo grande server fisico in tante piccole “macchine virtuali”, del tutto indipendenti una dall’altra.
Quando una società decide di usare un servizio IaaS, deve solo accedere a un pannello di controllo tramite un semplice browser web. Da qui, l’operatore può creare e configurare un nuovo computer virtuale in pochi passaggi. Si può selezionare la quantità di memoria necessaria, lo spazio di archiviazione desiderato e la potenza di elaborazione richiesta. In pochi istanti, la macchina virtuale risulta accesa e pronta all’uso.
Altro aspetto importante è la modalità di pagamento, definita a consumo. Con l’IaaS infatti il costo è calcolato in base al tempo effettivo di accensione dei server e allo spazio occupato. Se quindi le macchine non dovessero essere necessarie durante le ore notturne, il cliente può spegnerle e azzerare immediatamente i costi informatici.
Quali risorse include una soluzione IaaS
Noleggiando un servizio cloud IaaS, un’azienda assembla un vero puzzle digitale. Gli elementi forniti in una soluzione standard comprendono risorse fondamentali per l’operatività quotidiana, a partire dai server, che rappresentano il “cervello” del sistema e permettono di eseguire software complessi, offrendo l’opportunità di configurare macchine basilari o potentissime.
A questi poi si aggiungono lo spazio di archiviazione, cioè la “memoria” a lungo termine per i file e le copie di sicurezza, caratterizzato da una scalabilità infinita e istantanea. Per facilitare la comunicazione interna ed esterna dei computer virtuali, l’infrastruttura fornisce reti sicure, indirizzi IP e sistemi per il bilanciamento del traffico.
Infine ci sono gli strumenti di sicurezza integrati, come firewall e sistemi avanzati per la gestione delle identità, con l’obiettivo di proteggere costantemente i dati da minacce esterne.
Differenza tra IaaS, PaaS e SaaS
Nel cloud computing, IaaS, PaaS e SaaS rappresentano tre diversi livelli di gestione e responsabilità tra il fornitore e il cliente.
IaaS (Infrastructure as a Service) è il livello più “basso” e flessibile. Il provider mette a disposizione risorse infrastrutturali virtualizzate, cioè macchine virtuali, storage e networking. In pratica l’hardware fisico è gestito dal fornitore, mentre il cliente ha il pieno controllo sul sistema operativo. Questo modello è scelto da quelle aziende che vogliono mantenere un controllo elevato sull’ambiente IT, senza però sostenere i costi e la complessità dell’hardware fisico.
Con PaaS (Platform as a Service) il provider, oltre all’infrastruttura, gestisce anche il sistema operativo e gli strumenti di sviluppo. Il cliente non si occupa più della configurazione dei server o della manutenzione del sistema, ma lavora direttamente sulla piattaforma. È una soluzione tipica per gli sviluppatori che vogliono velocizzare il ciclo di sviluppo e ridurre la complessità operativa.
Infine Saas (Software as a Service) è il livello più alto e completamente gestito. L’utente finale accede direttamente a un’applicazione pronta all’uso, generalmente tramite browser o app. Tutto ciò che sta dietro, come infrastruttura, piattaforma, aggiornamenti o sicurezza, è gestito dal provider. In tal caso il cliente non ha alcun controllo tecnico sull’ambiente sottostante, ma beneficia della massima semplicità d’uso e di un modello spesso basato su un abbonamento.
Quando conviene utilizzare l’IaaS
L’IaaS risulta una soluzione strategica efficace in molti casi, come ad esempio per il lancio di nuove startup. Queste realtà, disponendo di budget limitati soprattutto all’inizio, tramite questa soluzione evitano l’acquisto rischioso di apparecchiature fisiche e possono avviare il business con una struttura leggera, ma capace di espandersi in pochi istanti.
Un altro caso interessante riguarda la gestione dei picchi di traffico stagionali. Un e-commerce durante il Black Friday, ad esempio, può aumentare momentaneamente la potenza dei server per evitare rallentamenti, per poi tornare alla normalità dopo l’evento, azzerando i costi aggiuntivi.
Questo modello è un’ottima soluzione anche per il piano di “Disaster Recovery”, così da mantenere copie virtuali della rete in data center lontani, garantendo la continuità operativa a fronte di possibili disastri o guasti nella sede principale.
Infine l’IaaS è un eccellente strumento per l’elaborazione dei Big Data o per progetti a termine, confermandosi il vero motore della moderna innovazione tecnologica.



