WordPress vs altri CMS: confronto dettagliato delle caratteristiche e delle funzionalità
WordPress è il CMS più utilizzato a livello mondiale. Secondo i dati di W3Techs di ottobre 2026, WordPress è usato dal 39,6% di tutti i siti web e il 58,3% di quelli realizzati con un CMS riconoscibile. Il secondo in classifica, Shopify, si ferma al 7,9%.
Il successo di WordPress è dovuto alla sua facilità di utilizzo, all’interfaccia user friendly, all’ampia possibilità di personalizzazione, alla vasta gamma di bellissimi temi e plugin efficienti, molti dei quali disponibili anche gratuitamente. A tutto questo, si deve aggiungere una community attiva, l’elevata efficienza della piattaforma e i costanti aggiornamenti del CMS e dei suoi principali plugin.
A fianco a questo CMS se ne collocano però numerosi altri, in molti casi caratterizzati da prestazioni altrettanto eccezionali, di certo non inferiori, ma spesso destinati a un target anche solo lievemente diverso. Basti pensare a Joomla, uno dei suoi più noti competitor, il quale lo segue a notevole distanza, facendo segnare, sempre secondo i dati forniti da W3Tech, un 1,7% per quanto riguarda la totalità dei siti web e un 2,4% se si prendono in considerazione i soli siti realizzati con CMS.
Attenzione però: questi dati non prendono in considerazione esclusivamente i Content Management System propriamente detti, ossia quei software che possono essere installati su un hosting a propria scelta – come WordPress e Joomla, per l’appunto -, ma anche i Website Builder, piattaforme all-in-one dalle funzionalità pressoché simili, ma legati a uno specifico hosting. Tra questi ultimi rientrano ad esempio Wix, Squarespace e Shopify.
Di seguito focalizzeremo l’attenzione sui CMS propriamente detti e ne metteremo a confronto caratteristiche e funzionalità con quelle di WordPress.
WordPress e altri CMS: Perché WordPress è il CMS più usato?
WordPress è nato nel 2003 come piattaforma per blog ed è diventato, aggiornamento dopo aggiornamento, il CMS con cui si costruisce la maggior parte dei siti.
Le ragioni sono soprattutto pratiche.
– è open source e gratuito, con licenza GPL: si paga solo l’hosting, più eventuali temi e plugin premium;
– si impara in fretta, perché l’editor a blocchi permette di comporre pagine e articoli senza scrivere codice;
– la directory ufficiale conta oltre 76.000 plugin gratuiti, per aggiungere moduli di contatto, SEO, e-commerce, sicurezza, traduzioni;
– la comunità è enorme: per quasi ogni problema esiste già una guida, un forum o uno sviluppatore che lo conosce;
– quasi tutti gli hosting lo supportano, e molti lo offrono già installato e configurato;
La diffusione ha anche un rovescio. WordPress è il CMS più preso di mira dagli attacchi informatici, e le vulnerabilità arrivano quasi sempre da plugin e temi non aggiornati. Ogni funzione aggiunta con un plugin è una dipendenza in più da mantenere, e un sito con decine di plugin diventa lento e fragile. Aggiornamenti, backup e controllo delle prestazioni restano a carico di chi gestisce il sito.
Quali alternative a WordPress esistono?
Le alternative a WordPress si dividono in tre famiglie, ognuna pensata per un tipo diverso di progetto. Website builder. Wix e Squarespace sono piattaforme in abbonamento: il sito si costruisce trascinando blocchi in un editor visuale, e hosting, sicurezza e aggiornamenti sono inclusi nel prezzo. In cambio si accetta meno libertà, perché il sito non si può spostare su un altro servizio e le funzioni sono quelle previste dalla piattaforma. Insieme valgono il 6,6% di tutti i siti, secondo W3Techs.
Piattaforme e-commerce. Chi nasce come negozio online trova strumenti di vendita più completi in una piattaforma dedicata: PrestaShop e Magento si installano su un hosting come WordPress, Shopify funziona in abbonamento come un website builder. WordPress può comunque diventare un negozio con WooCommerce, la soluzione più comoda per chi ha già un sito ricco di contenuti.
CMS per progetti complessi.
Drupal e TYPO3 sono scelti da enti pubblici, università e grandi aziende per portali con molte sezioni, molti utenti con permessi diversi e contenuti in più lingue. Sono più difficili da usare e richiedono quasi sempre un team di sviluppo. Per un confronto punto per punto tra i CMS generalisti c’è il nostro confronto tra WordPress, Joomla e Drupal.+
| Soluzione | Esempi | Costo | Hosting | Competenze richieste | Adatta a |
|---|---|---|---|---|---|
| WordPress | WordPress | gratuito, più temi e plugin premium | a carico tuo | basse per l’uso, medie per la manutenzione | blog, siti aziendali, portfolio, piccoli negozi con WooCommerce |
| Website builder | Wix, Squarespace | abbonamento mensile | incluso | basse | siti vetrina semplici, chi non vuole gestire nulla |
| Piattaforme e-commerce | PrestaShop, Magento, Shopify | gratuito (PrestaShop, Magento Open Source) o in abbonamento (Shopify) | a carico tuo, incluso con Shopify | da basse ad alte, secondo la piattaforma | negozi online di ogni dimensione |
| CMS per progetti complessi | Drupal, TYPO3 | gratuito, ma con costi di sviluppo elevati | a carico tuo | alte | portali istituzionali, intranet, siti multilingua molto strutturati |
Personalizzazione, flessibilità e ampia scelta di funzionalità
Tra le caratteristiche più interessanti di WordPress rientra l’ampia possibilità di personalizzazione sia del design del sito sia delle funzionalità. In particolare, chi non ha esperienza, può scegliere tra più di migliaia di temi gratuiti nella directory ufficiale, a cui si aggiungono quelli a pagamento e numerosi altri a pagamento, tutti pronti per essere configurati e personalizzati sfruttando le funzioni di base o page builder come Elementor. Per ciò che concerne le funzionalità, a quelle native, ideali per una gestione base del sito, possono esserne affiancate tantissime altre grazie alle diverse migliaia di plug in disponibili, anche in questo caso sia gratuiti sia a pagamento.
Le funzionalità – già presenti o aggiuntive – sono davvero tantissime e, tra le altre cose, consentono di:
- pubblicare contenuti
- ricevere commenti
- ottimizzare la SEO
- offrire uno spazio virtuale sicuro
- tenere sotto controllo lo spam
- ricevere contatti tramite form
- visualizzare metriche e statistiche
- migliorare le prestazioni del sito in termini di velocità di caricamento
- creare spazi virtuali responsivi
- vendere prodotti, includendo funzioni di pagamento sicure.
Questo secondo aspetto permette di adattare lo spazio virtuale a qualsiasi esigenza, nonché di aggiungere esclusivamente le funzioni delle quali si ha realmente bisogno, godendo così di maggiore spazio sul server e di un sito più leggero.
Proprio come WP, anche gli altri CMS offrono una vasta scelta di estensioni, moduli e plugin che consentono di aggiungere funzionalità a quelle di base, nonché numerosi temi e template già pronti per essere personalizzati.
Tutti i CMS possono essere arricchiti con le funzionalità viste sopra, naturalmente tenendo conto delle loro peculiarità e finalità di utilizzo.
Quando scegliere WordPress e quando un’alternativa?
Per la maggior parte dei blog, dei siti aziendali e dei piccoli negozi online WordPress resta, a nostro avviso, la scelta più sensata: costa poco, si impara in fretta e qualunque funzione manchi si aggiunge con un plugin. Conviene guardare altrove in tre casi:
– se non vuoi occuparti di hosting, aggiornamenti e backup, un website builder come Wix o Squarespace ti toglie il pensiero, al prezzo di un abbonamento e di meno libertà;
– se il progetto nasce come negozio online con un catalogo ampio, una piattaforma dedicata come PrestaShop o Shopify offre strumenti di vendita più completi;
– se devi costruire un portale complesso, con molti utenti e permessi diversi, Drupal o TYPO3 reggono meglio la struttura, purché tu abbia un team di sviluppo.
Se scegli WordPress, parti da un hosting WordPress già ottimizzato per il CMS.




