Pingdom: cos’è e come usare questo strumento

Pingdom: cos’è e come usare questo strumento

Nel mondo digitale, quando parliamo di siti web, la velocità non è un optional, ma una necessità strategica da sfruttare a proprio vantaggio. Per capire quanto sia importante la reattività di un sito, paragoniamolo a un negozio fisico. Se la porta di ingresso è bloccata o si apre troppo lentamente, i potenziali clienti andranno a fare shopping dalla concorrenza.

Per chi gestisce un sito, avere delle pagine che si caricano velocemente è fondamentale non solo per migliorare l’esperienza clienti, ma anche per posizionarsi bene sui motori di ricerca come Google, che premiano la rapidità.

Per capire quanto sia effettivamente veloce un sito però non bastano le proprie impressioni o le proprie sensazioni, ma servono strumenti tecnici precisi, come Pingdom. In questo articolo spieghiamo cos’è questo tool, come funziona e come interpretare i dati che fornisce per migliorare le prestazioni del proprio sito web.

Cos’è Pingdom e perché è utile

Pingdom, più specificatamente noto anche come “Pingdom Website Speed Test”, è uno degli strumenti di diagnostica più famosi e utilizzati per analizzare le prestazioni di un sito web. Questo tool, nato diversi anni fa, è molto apprezzato non solo dagli sviluppatori esperti, ma anche dai blogger e dai proprietari di piccoli siti che non hanno competenze particolarmente avanzate.

Pingdom in pratica agisce come un medico dei siti: effettua un check-up completo e dice esattamente cosa funziona e cosa, invece, sta appesantendo la navigazione.

Perché è così utile? Perché l’utente medio è poco paziente e, secondo alcuni studi, la maggior parte dei visitatori abbandona il sito se la pagina impiega più di tre secondi per caricarsi. Il tool rende la valutazione estremamente oggettiva e precisa, eliminando variabili soggettive come la velocità di connessione o la potenza del computer.

I dati raccolti sono quindi misurabili e confrontabili nel tempo. È uno strumento utilissimo poiché scompone il caricamento del sito in piccoli pezzi, rendendo più facile l’individuazione dei problemi, che possono essere immagini troppo grandi, codice non ottimizzato o troppi plugin installati che vanno in conflitto tra di loro. In questo modo si risparmia tempo e risorse e si può intervenire in modo mirato per risolvere il problema.

Pingdom: cos’è e come usare questo strumento

Come funziona Pingdom

Si può usare la versione gratuita di Pingdom per un test di velocità, ma la versione a pagamento fornisce sicuramente dati più precisi. Il funzionamento è comunque molto semplice, in quanto il tool non fa altro che simulare la visita di un utente reale sul sito web.

Dopo aver inserito l’indirizzo del proprio sito (l’URL) nella barra di ricerca di Pingdom, i server del servizio inviano una richiesta al sito, proprio come farebbe qualsiasi altro browser. A questo punto, Pingdom inizia a scaricare ogni singolo elemento che compone la pagina: immagini, fogli di stile, script, font e contenuti testuali.

Un aspetto cruciale per il funzionamento del tool, spesso ignorato dai meno esperti, è la scelta della Location. Prima di cliccare su “Start Test”, è possibile scegliere da quale parte del mondo effettuare la prova. È fondamentale ricordarsi di scegliere la località più vicina al proprio pubblico di riferimento. Se il sito è rivolto a utenti italiani, ha poco senso testarlo da un server situato a Sydney, poiché i risultati saranno falsati e molto più lenti a causa della distanza fisica che i dati devono percorrere.

Una volta avviato il test, Pingdom cronometra quanto tempo impiega ogni file a caricarsi. Alla fine del processo, che dura in genere pochi secondi, il tool aggrega tutti i dati e genera un rapporto visivo. La parte più interessante è la cosiddetta visualizzazione “a cascata” (Waterfall), che mostra graficamente l’ordine di caricamento dei file. In questo modo è possibile vedere quanto tempo ci è voluto in totale e se c’è stato un file specifico che ha bloccato la coda, rallentando tutto il resto.

Quali risultati si ottengono

Dopo aver completato il test, Pingdom presenta una dashboard ricca di informazioni preziose. Comparirà un riquadro riassuntivo con 4 metriche principali:

  • il Performance Grade: un voto da A a F;
  • il Load Time: tempo di caricamento totale;
  • la Page Size: il peso della pagina in MB;
  • le Requests: numero di file richiesti.

Il voto è sicuramente utile per avere un’idea generale, ma non è la priorità assoluta. Ciò che conta invece è il tempo di caricamento, che dovrebbe essere al di sotto dei due secondi. Anche il peso della pagina è un indicatore critico: se la homepage pesa 10 MB è troppo pesante e bisogna comprimere le immagini o comunque ridurre i contenuti multimediali.

Scendendo più nel dettaglio, c’è una sezione che suggerisce i miglioramenti specifici da apportare. Pingdom dice in linguaggio tecnico cosa non funziona, ma spesso accompagnato da spiegazioni chiare. Analizzando questi dati, è più facile capire come intervenire per velocizzare WordPress e rendere la navigazione più fluida, magari installando un plugin di cache e ottimizzando le foto caricate.

Perché scegliere la versione avanzata

Come già accennato, Pingdom offre anche una versione a pagamento che garantisce una sorveglianza continua del sito. I siti web possono andare offline per tantissimi motivi: un picco improvviso del traffico, un errore di aggiornamento o problemi tecnici del server. Se un problema del genere si verifica alle 3:00 di notte, non è possibile intervenire.

La versione avanzata di Pingdom controlla il sito automaticamente 24h da diverse località del mondo. Se ci sono anomalie o malfunzionamenti, il tool avvisa immediatamente tramite mail, SMS o notifica push sul cellulare. In questo modo è possibile intervenire in tempo reale e contattare l’assistenza, prima che il disservizio possa causare danni economici o reputazionali.

Inoltre questo monitoraggio fornisce uno storico dell’affidabilità. Se infatti il sito va offline continuamente, anche se per brevi periodi, evidentemente c’è qualche problema strutturale, forse legato alla qualità dei servizi hosting.

Un’altra funzione essenziale, soprattutto per gli e-comemrce, è il Transaction Monitoring. Non basta sapere che il sito è online, ma deve essere anche perfettamente funzionante. Il Transaction Monitoring simula azioni complesse, come un utente che mette un prodotto nel carrello, va alla cassa e completa l’acquisto.

Se il sito è visibile, ma il tasto “Paga” non funziona, si stanno comunque perdendo dei soldi, senza considerare il danno d’immagine. La versione avanzata invece avvisa quando ci sono malfunzionamenti funzionali, dando la possibilità di intervenire subito. In conclusione, mentre la versione gratuita aiuta a rendere il sito più veloce, la versione avanzata garantisce che il sito sia sempre aperto e funzionante.